Quel bisogno che c’è

Non ho mai conosciuto scrittori a cui non piacesse leggere. E’ evidente che gli altri non lo sono. Del resto nessun cuoco sopraffino non ama il cibo, nessun musicista non ama la musica e quando capita c’è qualcosa che non va. Ma non è solo negli scrittori, ci mancherebbe. Ci sono anche insegnanti che non amano i ragazzi/bambini, amministratori che odiano la politica, preti che disprezzano le persone.

E’ un problema morale verso se stessi, di fare qualcosa non per il piacere di quello, ma perchè si vuole arrivare da qualche parte. Alla fine il fine giustifica il mezzo fino a un certo punto. Conta di più la felicità: tua e degli altri.

Giuseppina Bruno

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